Mostra | 03.12.2020 - 24.05.2021

Storie da letto

Mostra

Trascorriamo un terzo della nostra vita a letto. Il mobile più importante dell’umanità ha una propria storia. Un viaggio nelle camere da letto del XVII, XVIII, XIX e XX secolo mostra non solo in che modo il letto o la biancheria da notte sono mutati nel tempo, ma racconta anche le dinamiche della convivenza sociale.

Visite guidate

Il Museo nazionale Zurigo offre una varietà di eventi e visite guidate.

Vedi le offerte in tedesco

«Storie da letto» Visite guidate per i gruppi privati

Visita guidata attraverso la mostra «Storie da letto».

Visita guidata: 1 ora

Visite guidate sono possibili fuori dall'orario di apertura: lunedì – venerdì tra le ore 9.30 e le ore 19.45. Sabato e domenica tra le ore 10.00 e le ore 17.00.

Iscrizione:  

due settimane in anticipo

Durata:

 

60 minuti, altre offerte su richiesta

No. di partecipanti:

 

15 persone al massimo

Costi:
 

 

CHF 180 per la visita guidata, più l’entrata a tariffa ridotta di CHF 8 per persona.

Ingresso libero per bambini e ragazzi fino ai 16 anni

Reservationsdesk

+41 44 218 66 00 reservationen@nationalmuseum.ch

Scuole

Storie da letto: Visita panoramica

Elementare | Secondario I e II

Visita guidata attraverso la mostra «Storie da letto».

Visita guiadata: 1 ora
Visite guidate per classi scolastiche in Svizzera sono gratuite.

Visite guidate in italiano, anche al di fuori dell'orario di apertura. Visite guidate per classi scolastiche in Svizzera sono gratuite.

Iscrizione:  

almeno due settimane in anticipo

Durata:

 

1 ora, altre offerte su richiesta

Numero di partecipanti:

 

25 persone al massimo

Costi:

 

 

entrate e visite guidate per classi scolastiche svizzere sono gratuite.

Reservationsdesk

+41 44 218 66 00 reservationen@nationalmuseum.ch

Media

Storie da letto

Museo nazionale Zurigo | 3.12.2020 - 24.5.2021
Data di pubblicazione 30.11.2020

Il letto è il pezzo d’arredamento più utilizzato in assoluto. Il Museo nazionale Zurigo ospita una mostra che ha come protagonista le storie da letto nell’arco di quattro secoli.

Una persona trascorre un terzo della propria vita a letto. Nessun altro pezzo d’arredamento riveste un ruolo così centrale: qui infatti nasciamo e moriamo. Ci amiamo o recuperiamo le forze dopo una malattia. Lo utilizziamo soprattutto per dormire, ma qualche volta diventa il luogo ideale per lasciarsi andare ai propri pensieri, ascoltare un po’ di musica o leggere un bel libro. Oggi la camera da letto è considerata uno spazio personale, intimo, tanto che questa stanza è solitamente off limits quando si ricevono ospiti. Ma non è sempre stato così. Nel XVII secolo, il re francese Luigi XIV utilizzava la camera da letto come una sorta di palco per le sue dimostrazioni di potere. Il Re Sole era solito infatti svegliarsi di fronte a una platea selezionata e anche il momento di coricarsi rappresentava un atto pubblico. Molti principi europei iniziarono a emulare le pratiche della corte reale francese e ben presto le camere da letto divennero un vero status symbol. Questo costume si diffuse anche all’interno della Confederazione.

Il carattere pubblico della camera da letto scompare solo nel XIX secolo. Grazie anche a una maggiore sensibilità in materia di igiene personale, il rapporto delle persone con il sonno inizia a cambiare. I parassiti e i cattivi odori – accettati per secoli come un male necessario – ora vengono indagati e combattuti: per accomodare più persone si prediligono i letti singoli a quelli a castello, il legno come materiale di base viene sostituito dal metallo e lo sfarzo lascia spazio alla funzionalità. Allo stesso tempo cresce anche il senso del pudore all’interno della società: si tende a non dormire più in gruppo, ma da soli e vestiti.

La mostra «Storie da letto» al Museo nazionale Zurigo accompagna i visitatori in un viaggio all’interno delle camere da letto dell’alta società svizzera. Molto è cambiato dal XVII al XX secolo.

Immagini

Letto a baldacchino dal castello di Bürglen TG del 1691

Nell’aristocratico appartamento, la camera da letto funge anche da sala di rappresentanza. In questo letto da parata riccamente intagliato dorme il padrone di casa, il balivo sangallese Lorenz Werder.

Copyright: Museo nazionale svizzero

Letto a baldacchino, Zurigo, 1700-1735

Rilucenti e preziosi legni impiallacciati sostituiscono dal XVII secolo gli intagli plastici. All’inizio del XVIII secolo, mobili con superfici ondulate sono tipici della città di Zurigo.

Copyright: Museo nazionale svizzero

Letto matrimoniale dal 1767

La fidanzata porta in dote il letto a due piazze e l’armadio per la biancheria. Secondo la tradizione artistica locale, i mobili sono variopinti e recano iscrizioni e massime devote.

Copyright: Museo nazionale svizzero

Armadio matrimoniale dal 1782

L’iscrizione dice che l’armadio è stato fabbricato nel 1782 per il matrimonio tra Catharina Müller e Mathias Hörler. Le rocaille dipinte rinviano al periodo rococò; le rappresentazioni pittoriche si riferiscono alla leggenda di Guglielmo Tell.

Copyright: Museo nazionale svizzero

Seggetta, 1775-1800

Una struttura simile a una sedia nasconde il vaso da notte. La toilette mobile si è mantenuta a lungo quale alternativa notturna al WC ad acqua collegato alle canalizzazioni.

Copyright: Museo nazionale svizzero

Letto singolo dal 1830

Il letto «a barca», concepito per una sola persona, è tipico del primo Ottocento. Due letti identici si possono facilmente riunire per formare un letto doppio.

Copyright: Museo nazionale svizzero

Descrizione

Sguardo sulla mostra.

Copyright: © Museo nazionale svizzero

Descrizione

Sguardo sulla mostra.

Copyright: © Museo nazionale svizzero

Descrizione

Sguardo sulla mostra.

Copyright: © Museo nazionale svizzero

Descrizione

Sguardo sulla mostra.

Copyright: © Museo nazionale svizzero

Contatto per la stampa e Museo nazionale svizzero

+41 44 218 66 63 medien@nationalmuseum.ch

Colophon

  • Direzione generale Andreas Spillmann
  • Curatori della mostra Christina Sonderegger, Joya Indermühle
  • Direzione del progetto Christina Sonderegger
  • Szenografie | Scénographie | Scenografia | Scenography Alex Harb
  • Grafica Thomas Lehmann Graphic Design, Zürich
  • Key Visual ACHTUNG! GmbH, Marco Heer, Bern
  • Mediazione culturale Stefanie Bittmann, Lisa Engi
  • Marketing e comunicazione Andrej Abplanalp, Alexander Rechsteiner, Carole Neuenschwander, Sebastiano Mereu, Anna-Britta Maag
  • Direzione tecnica Mike Zaugg
  • Allestimento della mostra Janine Auf der Maur, Kim Badertscher, Bachir Ezzarari, Ladina Fait, Marc Hägeli, Mike Roder
  • Direzione dei lavori di conservazione Gaby Petrak
  • Conservazione e montaggio degli oggetti Elisabeth Kleine, Pina Lauber, Iona Leroy, Jürg Mathys, Françoise Michel, Carolin Muschel, Gaby Petrak, Tino Zagermann, Atelier Nadine Kilchhofer, Bern
  • Schreiner- und Metallarbeiten Atelier Thomas Imfeld, Niederlenz, Alder Stahl und Schweiss AG, Wädenswil
  • Ricostruzioni Wohngestaltung Schnetzler, Zürich, Ina von Woyski Niedermann, Trimbach
  • Logistica degli oggetti e montaggio degli oggetti Christian Affentranger, David Blazquez, Reto Hegetschweiler, Markus Scherer, Simon d’Hollosy
  • Prestiti Maya Jucker, Bernard A. Schüle, Angela Zeier
  • Comitato consultivo Heidi Amrein, Beat Högger, Markus Leuthard, Sabrina Médioni, Andreas Spillmann
  • Controllo del progetto Sabrina Médioni
  • Fotografia Jörg Brandt
  • Archivio fotografico Andrea Kunz, Fabian Müller
  • Montaggio Pasquale Pollastro
  • IT / Web Thomas Bucher, Danilo Rüttimann, René Vogel
  • Traduzioni Bill Gilonis, Zürich, Marco Marcacci, Lumino, Aude Virey-Wallon, Meudon

Prestiti

  • Hanro-Sammlung, Archäologie und Museum Baselland, Liestal
  • Schauspielhaus Zürich, Kostümabteilung
  • Privatbesitz