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Vigilia di Natale 24.12.2026 10:00 - 14:00
Natale 25.12.2026 10:00 - 17:00
Santo Stefano 26.12.2026 10:00 - 17:00
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San Silvestro 31.12.2026 10:00 - 17:00
Capodanno 01.01.2027 10:00 - 17:00
San Basilio 02.01.2027 10:00 - 17:00
Venerdì santo 26.03.2027 10:00 - 17:00
Sabato di Kars 27.03.2027 10:00 - 17:00
Pasqua 28.03.2027 10:00 - 17:00
Lunedì di Pasqua (Pasquetta) 29.03.2027 10:00 - 17:00
Sechseläuten 19.04.2027 chiuso
Festa del lavoro 01.05.2027 10:00 - 17:00
Ascensione 06.05.2027 10:00 - 17:00
Pentecoste 16.05.2027 10:00 - 17:00
Lunedì di Pentecoste 17.05.2027 10:00 - 17:00
Festa nazionale della Svizzera 01.08.2027 10:00 - 17:00
La lunga notte dei musei 04.09.2027 10:00 - 17:00
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La lunga notte dei musei 05.09.2027 0:00 - 2:00
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Bis in die 1980er Jahre wurden zahllose Kinder und Jugendliche auf Bauernhöfen als billige Arbeitskräfte eingesetzt und in Heimen oder Pflegefamilien untergebracht. Sie erlebten häufig körperliche und psychische Gewalt, Misshandlung, Ausbeutung und sexuellen Missbrauch. Viele litten unter der Trennung von ihren Familien. Die Langzeitfolgen wie psychische Erkrankungen, Nähe-Distanz-Probleme, körperliche Leiden und Armut betreffen die ganze Gesellschaft.
Die Folgen dieser Zwangsmassnahmen und Fremdplatzierungen beschäftigen auch die nächste Generation. Nachkommen Betroffener können unter den Auswirkungen der Biografien ihrer Eltern leiden, was zu weiteren Generationen von Betroffenen führt.
Darüber sprechen wir mit dem Zeitzeugen Mario Delfino, mit Illustratorin und Künstlerin Lika Nüssli, Zweitgeneration-Betroffene, und mit Andrea Abraham vom Institut Kindheit, Jugend und Familie der Berner Fachhochschule Soziale Arbeit.
Moderation: Loretta Seglias, Historikerin und Co-Kuratorin von «Fremdplatziert».
Museumstrasse 2
8001 Zürich
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Anche in Svizzera lo Stato era solito intromettersi nella vita delle persone che non corrispondevano alla norma sociale. Tuttavia, ad essere stati colpiti dalle cosiddette «misure coercitive a scopo assistenziale», non sono stati solo gli adulti, ma anche centinaia di migliaia di bambini e giovani fino agli anni Ottanta. Quest’ultimi venivano sottratti ai genitori o ad altre persone di riferimento e collocati in istituti e famiglie affidatarie. Molti di loro hanno subito violenze e abusi, sono stati costretti a svolgere lavori estremamente duri e non hanno avuto modo di completare la loro istruzione scolastica. Nella videoinstallazione, le persone coinvolte raccontano le loro storie personali, come hanno vissuto questo periodo, come il loro passato continui a pesare sulle loro vite e perché oggi sentono il bisogno di condividere le loro esperienze.
Il formato
Non tutti gli sviluppi che hanno caratterizzato il recente passato della Svizzera possono essere rappresentati nella loro complessità mediante oggetti. Il formato «Esperienze della Svizzera» si concentra di conseguenza sui testimoni contemporanei. I loro destini e le loro esperienze offrono al pubblico del museo uno sguardo plurale sulla storia recente della Svizzera. Il tema cambia ogni anno. Il formato non ricorre a oggetti e consiste in una proiezione immersiva di grande formato con audio in cuffia e una postazione di approfondimento con informazioni sugli ultimi risultati della ricerca e sul contesto storico-culturale in cui l’argomento trattato si inserisce.