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Vigilia di Natale 24.12.2026 10:00 - 14:00
Natale 25.12.2026 10:00 - 17:00
Santo Stefano 26.12.2026 10:00 - 17:00
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San Silvestro 31.12.2026 10:00 - 17:00
Capodanno 01.01.2027 10:00 - 17:00
San Basilio 02.01.2027 10:00 - 17:00
Venerdì santo 26.03.2027 10:00 - 17:00
Sabato di Kars 27.03.2027 10:00 - 17:00
Pasqua 28.03.2027 10:00 - 17:00
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Sechseläuten 19.04.2027 chiuso
Festa del lavoro 01.05.2027 10:00 - 17:00
Ascensione 06.05.2027 10:00 - 17:00
Pentecoste 16.05.2027 10:00 - 17:00
Lunedì di Pentecoste 17.05.2027 10:00 - 17:00
Festa nazionale della Svizzera 01.08.2027 10:00 - 17:00
La lunga notte dei musei 04.09.2027 10:00 - 17:00
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La lunga notte dei musei 05.09.2027 0:00 - 2:00
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Mostrare tuttoSahar Tavakoli verarbeitet Erfahrungen von Verlust, Exil, Widerstand und Neuanfang. Mit eindringlicher Sprache erzählt sie von persönlichem und gesellschaftlichem Schmerz, aber auch von Hoffnung, Liebe und der Kraft der Poesie. Die Lesung bietet Einblicke in ihr literarisches Schaffen und in die Lebenswelt einer Autorin, die ihre Erfahrungen zwischen Teheran und der Schweiz poetisch verdichtet.
Im Rahmen der Ausstellung «Wir und der Krieg» und des Buch- und Literaturfestivals «Zürich liest». In Kollaboration mit Weiterschreiben Schweiz.
Museumstrasse 2
8001 Zürich
La guerra è un tratto distintivo della storia svizzera. La mostra evidenzia, attraverso diverse prospettive, come i conflitti dal tardo Medioevo a oggi abbiano influenzato le strutture politiche, gli interessi economici e gli equilibri sociali della Svizzera.
Sia attraverso miti identitari, come il giuramento del Grütli, sia attraverso conflitti interni come la guerra dei contadini del 1653 e la guerra del Sonderbund del 1847, ma anche per la costante minaccia di invasione durante la Seconda guerra mondiale: la guerra profondamente segnato l’identità della Svizzera. Appare evidente come i conflitti, dentro e fuori il territorio dell’odierna Svizzera, abbiano generato nuovi rapporti di potere e tensioni sociali – ad esempio attraverso i grandi profitti dal commercio di armi e dal mercenariato, l’inasprimento dei conflitti di classe o la trasformazione dei ruoli di genere.
L'immagine che la Svizzera ha di sé come nazione neutrale e promotrice di pace continua a influenzare in modo particolare la sua politica estera. Tra minacce e solidarietà, per la Svizzera si aprirono anche spazi di manovra della neutralità, volti a creare sicurezza e favorire la pace. Attraverso oggetti, videoinstallazioni e documenti la mostra invita a interrogarsi sulle convinzioni comuni riguardo al rapporto della Svizzera con la guerra – guerra che spesso può sembrare lontana, ma che è profondamente radicata nella memoria collettiva.