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Orari d’apertura

Museo, boutique e bistrot

  • martedì fino alle mercoledì 10:00 - 17:00

  • giovedì 10:00 - 19:00

  • venerdì fino alle domenica 10:00 - 17:00

  • lunedì chiuso

Biblioteca

  • martedì fino alle mercoledì e venerdì 10:00 - 18:00

  • giovedì 10:00 - 19:00

  • sabato fino alle lunedì chiuso

Chiuso nei giorni festivi

La biblioteca resterà chiusa dal 1 agosto al 24 agosto 2026 per una revisione dell'inventario.
Da martedì 25 agosto 2026 la biblioteca sarà nuovamente aperta all'indirizzo
negli orari consue

Orari d’apertura speciali

  • Festa nazionale della Svizzera 01.08.2026 10:00 - 17:00

  • La lunga notte dei musei 05.09.2026 10:00 - 17:00
    18:00 - 23:59

  • La lunga notte dei musei 06.09.2026 0:00 - 2:00
    10:00 - 17:00

  • Knabenschiessen 14.09.2026 chiuso

  • Giornata della famiglia 18.10.2026 10:00 - 17:00

  • 21.12.2026 10:00 - 17:00

  • 22.12.2026 10:00 - 17:00

  • 23.12.2026 10:00 - 17:00

  • Vigilia di Natale 24.12.2026 10:00 - 14:00

  • Natale 25.12.2026 10:00 - 17:00

  • Santo Stefano 26.12.2026 10:00 - 17:00

  • 27.12.2026 10:00 - 17:00

  • 28.12.2026 10:00 - 17:00

  • 29.12.2026 10:00 - 17:00

  • 30.12.2026 10:00 - 17:00

  • San Silvestro 31.12.2026 10:00 - 17:00

  • Capodanno 01.01.2027 10:00 - 17:00

  • San Basilio 02.01.2027 10:00 - 17:00

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Visita guidata con una esperta

Krieg als Erinnerungsraum – Bilder, Werte, Identifikationen

| accessibility.time_to

con Dr. Darija Davidović, Kulturwissenschaftlerin, Hochschule der Künste Bern

Wie entstehen kollektive Erinnerungen? Welche Bilder, Erzählungen und Symbole prägen unsere gesellschaftlichen Werte und kollektive Identität? Welche Bedeutung haben Erinnerungsorte und Erinnerungsfiguren für das kollektive Gedächtnis?

Diese Expert:innenführung widmet sich der Frage, wie Kriegserfahrungen kulturell verarbeitet und in gemeinsame Selbstbilder übersetzt werden.

Im Zentrum steht die Art und Weise, wie Krieg erinnert, dargestellt und weitergegeben wird. Kunstwerke, visuelle Narrative und kulturelle Artefakte machen sichtbar, wie Vorstellungen von Bedrohung, Heldentum, Opferbereitschaft, Neutralität oder Wehrhaftigkeit entstehen und welche Werte durch sie vermittelt werden.

Aus kulturwissenschaftlicher Perspektive fragt die Führung danach, wie Erinnerung inszeniert wird: Warum werden bestimmte Figuren, Orte und Erzählungen zu Trägern kollektiver Erinnerung? Welche Identifikationsangebote schaffen sie? Und wie wirken diese Erzählungen bis heute auf individuelle Wahrnehmungen, gesellschaftliche Werte und Selbstbilder ein?

Landesmuseum Zürich

Museumstrasse 2
8001 Zürich

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Dr. Darija Davidović

Darija Davidović ist Kulturwissenschaftlerin und forscht zu darstellenden Künsten und Krieg, performativen Geschichtspolitiken, Gender und Erinnerung sowie zu Kunst im Exil. Sie ist wissenschaftliche Mitarbeiterin an der Hochschule der Künste Bern und untersucht im SNF-Projekt «Ästhetisierung von Kriegsgewalt in den zeitgenössischen performativen Künsten» ukrainisches Exiltheater. Sie ist Mitglied der Coalition for Pluralistic Public Discourse (CPPD), einem Netzwerk zur Erforschung und Förderung pluralistischer Ansätze von Erinnerungskultur(en). 2025 erschien ihr aktuelles Buch «Umkämpfte Kriegsvergangenheit(-en). Geschichtspolitische Strategien im serbischen und kroatischen Gegenwartstheater» bei Brill | Fink. Sie ist Autorin zahlreicher Publikationen zu Theater und Krieg, Erinnerungspolitik und historischem Revisionismus.

La mostra

Visuale della mostra «Noi e la guerra». Foto (dettaglio): Christian Schwager, fortino di fanteria sul passo del Raten / © 2026, ProLitteris, Zurigo | © Christian Schwager / © 2026, ProLitteris, Zurich

La guerra è un tratto distintivo della storia svizzera. La mostra evidenzia, attraverso diverse prospettive, come i conflitti dal tardo Medioevo a oggi abbiano influenzato le strutture politiche, gli interessi economici e gli equilibri sociali della Svizzera. 

Sia attraverso miti identitari, come il giuramento del Grütli, sia attraverso conflitti interni come la guerra dei contadini del 1653 e la guerra del Sonderbund del 1847, ma anche per la costante minaccia di invasione durante la Seconda guerra mondiale: la guerra profondamente segnato l’identità della Svizzera. Appare evidente come i conflitti, dentro e fuori il territorio dell’odierna Svizzera, abbiano generato nuovi rapporti di potere e tensioni sociali – ad esempio attraverso i grandi profitti dal commercio di armi e dal mercenariato, l’inasprimento dei conflitti di classe o la trasformazione dei ruoli di genere.

L'immagine che la Svizzera ha di sé come nazione neutrale e promotrice di pace continua a influenzare in modo particolare la sua politica estera. Tra minacce e solidarietà, per la Svizzera si aprirono anche spazi di manovra della neutralità, volti a creare sicurezza e favorire la pace. Attraverso oggetti, videoinstallazioni e documenti la mostra invita a interrogarsi sulle convinzioni comuni riguardo al rapporto della Svizzera con la guerra – guerra che spesso può sembrare lontana, ma che è profondamente radicata nella memoria collettiva.

Dettagli della mostra