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La lunga notte dei musei 05.09.2026 10:00 - 17:00
18:00 - 23:59
La lunga notte dei musei 06.09.2026 0:00 - 2:00
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Knabenschiessen 14.09.2026 chiuso
Giornata della famiglia 18.10.2026 10:00 - 17:00
21.12.2026 10:00 - 17:00
22.12.2026 10:00 - 17:00
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Vigilia di Natale 24.12.2026 10:00 - 14:00
Natale 25.12.2026 10:00 - 17:00
Santo Stefano 26.12.2026 10:00 - 17:00
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San Silvestro 31.12.2026 10:00 - 17:00
Capodanno 01.01.2027 10:00 - 17:00
San Basilio 02.01.2027 10:00 - 17:00
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Mostrare tuttoFocus
Zeugnisse von Krieg und Gewalt begegnen uns heute fast täglich – in den Nachrichten, in sozialen Medien und manchmal auch in persönlichen Erzählungen. Doch was geschieht eigentlich, wenn wir ihnen zuhören? Wie können wir Erfahrungen begegnen, die sich oft nur schwer in Worte fassen lassen? Und was verändert sich, wenn Zuhören selbst zum Ausgangspunkt wird?
Der Workshop ist inspiriert von dem Kunst- und Forschungsprojekt «Es gibt kein Mindestalter für den Krieg», das gemeinsam mit Menschen entwickelt wurde, die als Minderjährige von bewaffneten Gruppen in Kolumbien rekrutiert worden waren.
Wir hören, erzählen, experimentieren mit Stimme, Klang, Atem, Rhythmus und Stille und erkunden, wie diese Elemente unsere Wahrnehmung verändern. Dabei geht es auch darum, neue Zugänge zu Zeugnissen von Krieg zu entdecken und gemeinsam zu erforschen, was aufmerksames Zuhören ermöglichen kann
Der Workshop richtet sich an alle Interessierten; Vorkenntnisse sind nicht erforderlich. Der Workshop findet auf Deutsch und Englisch statt.
Zeitplan
14:30: Einführung
15:00: Workshop
16:30: Ausklang und Verpflegung
Der Workshop ist Teil der Fokusveranstaltung «Addressing War?». Im Anschluss sind die Teilnehmenden herzlich zur Podiumsdiskussion und Performance eingeladen.
Die Veranstaltung ist kostenlos, eine Reservation ist obligatorisch.
Informazioni generali
lunedì fino alle venerdì 09:00 - 17:00
La guerra è un tratto distintivo della storia svizzera. La mostra evidenzia, attraverso diverse prospettive, come i conflitti dal tardo Medioevo a oggi abbiano influenzato le strutture politiche, gli interessi economici e gli equilibri sociali della Svizzera.
Sia attraverso miti identitari, come il giuramento del Grütli, sia attraverso conflitti interni come la guerra dei contadini del 1653 e la guerra del Sonderbund del 1847, ma anche per la costante minaccia di invasione durante la Seconda guerra mondiale: la guerra profondamente segnato l’identità della Svizzera. Appare evidente come i conflitti, dentro e fuori il territorio dell’odierna Svizzera, abbiano generato nuovi rapporti di potere e tensioni sociali – ad esempio attraverso i grandi profitti dal commercio di armi e dal mercenariato, l’inasprimento dei conflitti di classe o la trasformazione dei ruoli di genere.
L'immagine che la Svizzera ha di sé come nazione neutrale e promotrice di pace continua a influenzare in modo particolare la sua politica estera. Tra minacce e solidarietà, per la Svizzera si aprirono anche spazi di manovra della neutralità, volti a creare sicurezza e favorire la pace. Attraverso oggetti, videoinstallazioni e documenti la mostra invita a interrogarsi sulle convinzioni comuni riguardo al rapporto della Svizzera con la guerra – guerra che spesso può sembrare lontana, ma che è profondamente radicata nella memoria collettiva.